Domenica 02 Agosto e Domenica 09 Agosto 2026 - 17

Carismi e Ministeri e Comunità
«…Voi stessi date loro da mangiare» Mt 14,16
Mt 14,13-21 -In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Continua la nostra riflessione sulla ministerialità prendendo spunto dalla Sacra Scrittura che “è Parola di Dio che si esprime dentro e attraverso la parola dell’uomo, e che nello stesso tempo è più della parola umana, perché contiene la Parola vivente che Dio rivolge agli uomini ” cioè Cristo stesso.
L’imperativo di Gesù, «Voi stessi date loro da mangiare», risuona oggi con un'urgenza ribaltante. Fuori dai recinti delle nostre parrocchie c’è una moltitudine “affamata”, e nessun credente può girarsi dall'altra parte. Chi appartiene a una comunità deve avvertire questo grido come un impegno personale e diretto che scaturisce dal Battesimo. E’ un volto della Carità intesa come virtù teologale, assunta come stile di vita: siamo chiamati a essere testimoni credibili di questo amore, operatori di pace e di giustizia che condividono e promuovono i valori del bene comune e della diakonia della Chiesa. Chi vive nel disagio chiede questo aiuto profondo, ma lo chiede anche chi è alla ricerca di Dio, della felicità o di un senso da dare alla vita, chi non riesce a vivere in questo mondo relativo e distorto che non cerca più il bene delle persone ma lo sfruttamento. C’è una moltitudine di persone che vediamo perché abitano nel nostro quartiere ma non le conosciamo veramente : come stai? Sei felice? Questo dovrebbe essere il ritornello che anima il nostro stare insieme. Come comunità di Sacro Cuore custodiamo un tesoro immenso che non possiamo tenere nascosto, ma che dobbiamo mettere a disposizione di tutti. La cura stessa della nostra vocazione è strettamente legata a questa capacità di dare senso alla realtà esprimendola con la vita donata...piccoli gesti e fatti insieme. È qui che le "cose nuove e cose antiche" del Vangelo si fanno carne: appartengono alla nostra storia, una storia viva che cambia, si aggiorna e si impasta ogni momento tra la solidità della tradizione e le sfide che il mondo di oggi ci offre. Su questo terreno fecondo nasce e si sviluppa la ministerialità dei nostri operatori pastorali, dei catechisti, del consiglio pastorale e dei gruppi di servizio. I ministeri non crescono al chiuso, ma si fortificano quando agiscono, testimoniano e condividono concretamente il dono della fede e la bellezza dello stare insieme, diventano profezia. "Tenerci alle cose", allora, significa avere cura di questa storia e di questo mandato senza possederli. È un dono da far fruttare, il tesoro da donare a beneficio di chiunque bussi alla nostra porta. Ma torniamo alle parole di Gesù e alla realtà del nostro vivere comunitario: capita che di fronte alla complessità, alla stanchezza e alla vastità dei bisogni anche noi cerchiamo a volte di delegare o di lasciare, del resto anche i discepoli stessi dicono a Gesù: è tardi , congeda la folla… I nostri servizi a volte si bloccano davanti alla scarsità di persone dei volontari/e (che poi sono sempre gli stessi), e la tentazione è quella dei "funzionari" che hanno terminato il lavoro dichiarando la propria inadeguatezza. Spesso non riusciamo ad ascoltare Gesù (poco dialogo comunitario con lui…la preghiera?) Gesù non accetta la logica del "non tocca a me". Con i suoi spezza la spirale del vittimismo e li costringe a guardare ciò che hanno, non ciò che manca, ecco che saper trovare cose antiche e cose nuove…non nasce da un'abbondanza di competenze o di talenti, ma dalla risposta a una provocazione radicale. I ministeri, i servizi si attivano quando si accetta la responsabilità dell'altro, superando le paure del fallimento e del giudizio, la corresponsabilità. "Qui non abbiamo altro che...". È l'esperienza del limite, della vulnerabilità; siamo chiamati a riconoscere la nostra povertà senza nasconderla. Il ministero non è l'esibizione di un potere o di un carisma eccezionale, ma l'atto spirituale di consegnare la propria insufficienza a un Progetto più grande ( servi inutili, Lc 17,10).
Gesù compie gesti relazionali, ci insegna come fare: alzare gli occhi al Padre, benedire, spezzare (atto doloroso ma necessario per essere condivisibile).
Così nasce la ministerialità, non accumulo o possesso di ruolo ma accettazione di essere "spezzati", cioè spesi per la comunità. E così la benedizione trasforma la prestazione (il dover nutrire 5000 persone da soli) in fiducia nell'azione dello Spirito. E ancora Gesù ci insegna la dinamica del servizio ministeriale: non distribuisce il pane direttamente alla folla; lo affida ai discepoli, che a loro volta lo distribuiscono. Il miracolo avviene mentre passa di mano in mano.
Il ministero non è mai isolato o accentratore (clericalismo anche laico), ma è essenzialmente relazionale, circolare e sussidiario. Il pane si moltiplica solo quando viene consegnato ad altri ministeri. L'avanzo (le dodici ceste) dimostra che la risposta ministeriale non è un mero calcolo umano di "domanda e offerta", ma genera una sovrabbondanza di vita e nuove vocazioni nella comunità.
dL


Sante Messe e momenti di preghiera nella settimana
| Tutti i giorni feriali | |
| Ore 7,00 | Ufficio delle Letture e delle Lodi mattutine |
| Ore 18,00 | Santo Rosario |
| Ore 19,00 | Canto del Vespro |
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Tutti i giorni feriali: dopo la Messa alle ore 19.00, canto del Vespro |
| Lunedì | 3 |
Ore 18,30 |
def. Park suor Maria Giovanna deff. Elvira, Sante, Antonio; Forzan Bertilla e Bianca Per tutte le F.D.Z. defunte e per ogni vocazione |
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Martedì S. Giovanni Maria Vianney |
4 |
Ore 18,30 |
def. Zilio Sergio |
| Mercoledì | 5 |
Ore 18,30 |
def. Park suor Maria Giovanna |
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Giovedì Trasfigura- zione del Signore |
6 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
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Ore 18,30 |
def. Celegato Franca; def. Boarolo Rita |
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|
Venerdì |
7 |
Ore 18,30 |
deff. Sante, Gilberto e genitori; def. Miozzo Denis; def. Park suor Maria Giovanna |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
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Sabato |
8 |
Ore 19,00 |
def. Greggio Maria; Formisano Fernando deff. Sartori Giovanni e Greggio Zoe; deff. Claudia e Ferruccio |
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Domenica XIX° Domenica del T.O. |
9 |
Ore 8,00 |
per la comunità |
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Ore 9,45 |
deff. Fam. Faedo e Rossi; def. Calogero |
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|
Ore 19,00 |
deff. Babetto Giancarlo e genitori; def. Rita |
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|
Lunedì San Lorenzo diacono e martire |
10 |
Ore 18,30 |
def. Sartori Giovanni |
|
Martedì S. Chiara d’Assisi |
11 |
Ore 18,30 |
def. Zella Giuseppe; def. Udilla |
| Mercoledì |
12 |
Ore 18,30 |
per le anime del purgatorio |
|
Giovedì |
13 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
| Ore 18,30 | per le vocazioni ai ministeri ordinati | ||
|
Venerdì |
14 |
Ore 19,00 |
Messa vespertina nella vigilia della solennità |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
|
Sabato |
15 |
Ore 8,00 |
per la comunità |
Assunzione della B.V. Maria |
Ore 9,45 |
deff.Turrini Lino, Rita , Laura Cavinato Mario e Buischio Letizia e secondo le intenz.di B. |
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| Ore 19,00 | soppressa la S.Messa NON VIENE CELEBRATA | ||
|
Domenica XX° Domenica del T.O. |
16 |
Ore 8,00 |
per la comunità |
| Ore 9,45 |
def. Battiato Giovannino; def. Celegato Franca |
||
| Ore 19,00 | per la comunità | ||
Parole per la pace– Noi crediamo che il nome di Dio è pace, che egli rigetta la guerra e ogni forma di violenza e chiama la famiglia umana a vivere riconciliata sul pianeta Terra. – Noi crediamo che il Padre ha inviato il suo Figlio, Gesù Cristo, nostra pace, per abbattere il muro di separazione tra i popoli. |

AGENDA DELLA COMUNITA'

CARITAS - Centro di Ascolto:
orario ESTIVO: Per app.ti telef. al n. 331 1769934
merc. 12/08/26 e merc. 26/08/26 dalle 16.00 alle 18.30

Cose Nuove e Cose Antiche:
Nel bollettino precedente abbiamo proposto un aneddoto tratto dal Vangelo che ha fatto riflettere, anche se l’unico collegamento evidente era il titolo. Per continuare quel discorso, abbiamo scelto di seguire il tema che la liturgia ci sta proponendo nei Vangeli di queste domeniche.


- Dettagli
- Pubblicato: 18 Luglio 2026
- Creato: 18 Luglio 2026
- Ultima modifica: 01 Agosto 2026
















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