Domenica 19 Luglio e Domenica 26 Luglio 2026 - 16

Carismi e Ministeri e Comunità
“Avete compreso tutte queste cose?” Mt 13,51
Mt 13,44-52 - Ancora una volta la Scrittura ci viene incontro per capire il senso del nostro agire, nelle scelte che facciamo ogni giorno , per riconoscere le Chiamate, per capire la sapienza di Gesù che si esprime nel suo parlare in parabole, ma anche la sapienza dei protagonisti delle parabole del tesoro e della perla (Mt 13,44-45) che emerge nel loro discernimento e nella loro pronta decisione, e infine per capire la sapienza dello “scriba divenuto discepolo del Regno che trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).
La sapienza è l’arte di orientarsi nella vita, l’arte di governare il timone della nave: “l’uomo sapiente terrà saldamente il timone” (Pr 1,5 LXX). È l’arte del traghettatore, di chi governa, di chi istruisce, di chi insegna, cioè, consegna simboli e chiavi ermeneutiche della realtà. Ma è anzitutto l’arte di chi governa se stesso: compito, questo, a cui nessuno può permettersi di sottrarsi. Arte che si ottiene mediante la faticosa conoscenza di sé: “Il vero inizio per crescere in virtù è conoscere se stesso”. Cf. L. Manicardi
Quando il Regno dei cieli si fa incontro tra Dio e l’uomo, si assiste a un evento trasformativo che sconvolge la vita. Lo Spirito la colma di gioia e ne orienta il cammino, donandole un senso, una direzione e una pienezza incomparabili. Per ognuno dei due protagonisti delle parabole si dice che, fatta la scoperta, “va” (Mt 13,44.46). Il Vangelo – l’annuncio che suscita gioia – riesce a orientare il desiderio e ad aprire il futuro. Mette in moto la vita e spinge alla santa follia di chi sceglie di perdere tutto, pur di immergersi nella novità di un’esistenza rinnovata e condivisa. È proprio qui che la vocazione di una persona e di una comunità scopre la sua sorgente: essa diventa piena e si realizza solo quando si incarna nella Parola di Gesù, l'unico tesoro capace di dare forma e compimento a ogni chiamata.

La Gioia del Tesoro: dalle radici antiche alla profezia pastorale.
Uno dei rischi per una comunità cristiana è quello di vivere una fede "da cassetto": un'abitudine stanca, ricevuta da bambini, che si riduce a un elenco di doveri morali o di obblighi domenicali, trasmessi anche poveramente alle nuove generazioni, forse capita anche qui a Sacro Cuore . Ma il Vangelo scuote questa pigrizia e parla il linguaggio del desiderio, della passione e del futuro. Gesù non ci chiede di impoverirci o di sottometterci a sacrifici tristi; al contrario, ci invita a fare “l'affare della vita”. E per ognuno di noi che in qualche modo opera nella Comunità c’è sempre da ricordare che al cuore dell’azione pastorale non c’è lo sforzo umano, ma lo stupore di un innamoramento. Il contadino e il mercante vendono tutto ciò che possiedono non per senso del dovere, ma perché sono «pieni di gioia»: La Gioia del Ritrovamento.
Hanno trovato qualcosa di infinitamente più prezioso delle loro vecchie certezze. Questa è la vera svolta pastorale: il cristiano non è chi rinuncia a vivere per seguire Dio, ma chi ha incontrato una bellezza così travolgente da far passare tutto il resto in secondo piano. La rinuncia cristiana non nasce dalla privazione, ma dalla sovrabbondanza. Solo se facciamo esperienza di questo sguardo profondo, la nostra fede si trasforma nel bisogno naturale di donare e condividere. Non si evangelizza per decreto, si evangelizza per attrazione diceva Papa Francesco. In questo dinamismo, la vocazione personale e comunitaria trova la sua totale realizzazione: essa giunge a piena maturazione quando non segue logiche umane, ma si conforma interamente alla Parola di Gesù.

Costruire la testimonianza nell'ordinario
Questo tesoro non va cercato lontano dalle fatiche quotidiane. Il contadino inciampa nella Grazia mentre ara il suo campo, in mezzo alla polvere e alla ripetitività del lavoro. La testimonianza cristiana si costruisce proprio qui: nelle relazioni familiari e in Comunità, nel mondo professionale, nelle fragilità e nelle gioie ordinarie, negli incontri. La Comunità , la nostra Chiesa locale non è un club di persone perfette o isolate, come la rete della parabola che raccoglie ogni genere di pesci, la comunità è un luogo di accoglienza e di pazienza storica, dove il bene e il male convivono in attesa dei tempi di Dio. Testimoniare significa stare dentro questa rete con uno sguardo di misericordia, rifiutando i fanatismi di perfezione e i giudizi affrettati, per mostrare agli altri la pazienza che Dio ha avuto per primo con noi. Cose antiche e cose nuove: la profezia pastorale: la sintesi di questo cammino ci viene offerta dallo scriba divenuto discepolo, capace di estrarre dal suo tesoro «cose nuove e cose antiche». Le cose antiche rappresentano la nostra identità profonda: le radici della Tradizione, la Parola eterna e la fede dei padri. Esse non sono un museo da custodire con nostalgia gelosa, ma la linfa vitale da cui attingere. La vera profezia pastorale consiste nel prendere questo patrimonio antico e lasciarlo interpellare dalle "cose nuove": le sfide del mondo contemporaneo, i dubbi dei giovani, le povertà emergenti e i linguaggi tecnologici. Non dobbiamo essere schiavi delle mode, né nostalgici del passato. Abitare il presente con la sapienza dell'antico significa rendere la fede uno strumento vivo, capace di parlare al cuore dell'uomo di oggi e di trasformare la memoria in profezia. Solo così, rigenerati dalla gioia del Tesoro trovato e realizzati nella Parola di Gesù, potremo essere una Chiesa che dona gioia e Speranza al mondo.
dL


Sante Messe e momenti di preghiera nella settimana
| Tutti i giorni feriali | |
| Ore 7,00 | Ufficio delle Letture e delle Lodi mattutine |
| Ore 18,00 | Santo Rosario |
| Ore 19,00 | Canto del Vespro |
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Tutti i giorni feriali: dopo la Messa alle ore 19.00, canto del Vespro |
| Lunedì | 20 |
Ore 18,30 |
deff. Silvio, Ida, Cesarina |
| Martedì |
21 |
Ore 18,30 |
Per la pace e la giustizia |
| Mercoledì | 22 |
Ore 18,30 |
deff. Silvio e Ronè |
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Giovedì |
23 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
|
Ore 18,30 |
def. Cardin Mirella |
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Venerdì |
24 |
Ore 18,30 |
def. Voltan Paolo |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
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Sabato |
25 |
Ore 19,00 |
def. Calzavara Carlo; def. Malaspina Nadia def. Martino Annamaria; def. Summonte Mario; def. Mirelia Per la glorificazione di Madre Maria Nazarena |
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Domenica XVII° Domenica del T.O. |
26 |
Ore 8,00 |
deff. Gino, Norma, Giancarlo |
|
Ore 9,45 |
def. Udilla |
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|
Ore 19,00 |
def. Rita; def. Zorzi Giuseppe |
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| Lunedì | 27 |
Ore 18,30 |
deff. Bernardi Libera e Giuseppe |
| Martedì | 28 |
Ore 18,30 |
def. Zambotto Angelo S.I. della Madre Generale FDZ – Elezione |
| Mercoledì |
29 |
Ore 18,30 |
def. Zanetto Umberto |
|
Giovedì |
30 |
Ore 16,00 |
Adorazione Eucaristica e Confessioni fino alle ore 22,00 |
| Ore 18,30 | per le vocazioni ai ministeri ordinati | ||
|
Venerdì |
31 |
Ore 18,30 |
def. Rubin Maria Rosetta |
| Ore 23,30 | partenza dal sagrato per l’Adorazione nella chiesa di via S. Lucia | ||
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Sabato |
1 |
Ore 19,00 |
def. Galante Nicola |
|
Domenica XVIII° Domenica del T.O. |
2 |
Ore 8,00 |
deff. Fam. Martellato - Baldan |
| Ore 9,45 | per la comunità | ||
| Ore 19,00 | per la comunità | ||
|
L’Eterno riposo: il termine requies (riposo) va inteso non come un sonno, ma come il giusto riposo che segue alle battaglie della vita. La «luce eterna» è lo splendore del Verbo che illumina ogni cosa (cfr. Ap. 21,23: La città non ha bisogno della luce del sole né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello»). Similmente il «requiescant in pace» (riposino in pace) è l’augurio di entrare con pienezza nello shalom (pace), che è, secondo la Scrittura, la sintesi di tutti i doni di Dio. (Carlo Maria Martini, Il comune sentire, p. 35). |


AGENDA DELLA COMUNITA'
CARITAS - Centro di Ascolto
orario ESTIVO: Per app.ti telef. al n. 331 1769934
merc. 22/07/26 e merc. 12/08/26 dalle 16.00 alle 18.30
BOLLETTINI:
Durante il periodo estivo la distribuzione porta a porta dei bollettini è sospesa. Troverete comunque il bollettino ogni quindici giorni in chiesa.
Portare la voce della nostra Comunità a chi non può uscire di casa è un segno di gentilezza e vicinanza: la testimonianza di una Comunità viva, che ama e si prende cura soprattutto delle persone più fragili.
SOLIDARIETA’ con il Venezuela:
La Presidenza della CEI ha organizzato, attraverso la Caritas Italiana, una colletta in tutte le chiese italiane che si svolgerà domenica prossima, 26 luglio. Il vescovo Claudio auspica la solidarietà della Chiesa di Padova e ringrazia per la testimonianza di Comunità sensibili al prossimo. Sarà anche un modo per esprimere anche con la preghiera la nostra vicinanza alle persone che hanno perso tutto.
Cose Nuove e Cose Antiche:
Rimanendo in tema… e in Comunità, c'è un'espressione che si usa ancora: "tenerci alle cose". Per noi che abitiamo a Padova si capisce bene: parla di un affetto capace di cura senza possesso. Alle cose ci tieni perché ne vedi la bellezza e il valore. E allora la cura di queste cose non corrisponde a un "tirare avanti", ma ne incrementa il valore. Fanno crescere l'affetto perché "uno ci ha messo del suo" e ha condiviso un dono. Hanno una storia, un'anima… Il nostro tesoro



- Dettagli
- Pubblicato: 04 Luglio 2026
- Creato: 04 Luglio 2026
- Ultima modifica: 18 Luglio 2026























Sacro Cuore Padova
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